Secondo elDiario.es, il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha annunciato la convocazione di elezioni generali anticipate per il 29 novembre 2026. La decisione, comunicata in una dichiarazione istituzionale dalla Moncloa, è stata presa con l’obiettivo di ottenere “una maggioranza progressista molto più ampia” per affrontare le riforme pendenti.

Sánchez ha informato il Re della decisione attraverso una telefonata, con l’intenzione di inviare ufficialmente la richiesta di dissoluzione delle Cortes Generales e di convocare le elezioni. Il presidente del Governo ha sottolineato la necessità di una maggioranza più forte per garantire la stabilità politica e l’attuazione delle riforme.

La decisione arriva dopo che l’opposizione ha espresso il proprio rifiuto ai due decreti sulla questione abitativa in Congresso, segnando un momento cruciale nel dibattito politico spagnolo. In risposta, Sánchez ha convocato un Consiglio dei Ministri per riapprovare i decreti e sottoporli nuovamente al voto della Deputazione Permanente.

La reazione politica è stata immediata. Il presidente del PP, Alberto Núñez Feijóo, ha definito l’annuncio di Sánchez come la sua “unica buona notizia”. La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha commentato che “Sánchez se ne va perché non può più”. D’altra parte, il presidente di Castilla-La Mancha, Emiliano García-Page, ha espresso la speranza che le elezioni portino a “grandi consensi” in Spagna, sottolineando la necessità di stabilità politica.

Per quanto riguarda la strategia elettorale, Podemos ha chiesto a Sumar di tenere primarie il 14 e 15 ottobre per scegliere un candidato comune, mentre ERC ha annunciato una conferenza stampa con Oriol Junqueras, che ha dichiarato che il partito è pronto a difendere la Catalogna. Il PNV, attraverso Aitor Esteban, ha affermato che non sono per difendere blocchi, ma gli interessi di Euskadi.

Nel frattempo, il Consiglio dei Ministri prevede di approvare nuovamente i decreti sulla questione abitativa per il voto della Deputazione Permanente, mentre la protesta in Sol continua, con il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid che ha rifiutato di sgomberare la concentrazione richiesta da Isabel Díaz Ayuso.

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