Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha deciso di non presiedere la riunione del Consiglio dei ministri convocata per questa mattina, come riportato da El Mundo. La sua assenza avviene in un contesto di forte tensione politica e sociale, all’indomani del respingimento dei decreti leggi sulla crisi abitativa da parte del Congresso e della massiccia mobilitazione svoltasi a Madrid sabato scorso.

Secondo quanto riferito, Sánchez si trova a La Moncloa, dove ha tenuto ieri diverse riunioni con i suoi collaboratori e ha espresso il suo “enorme enfado” per la situazione. Il suo team stimerebbe un 70% di possibilità di anticipare le elezioni.

La pressione per una convocazione anticipata delle urne arriva anche dall’interno del Partito Socialista. Il segretario generale del PSOE in Castilla e León, Carlos Martínez, ha dichiarato che esiste una “finestra di opportunità” per consentire ai cittadini di esprimersi attraverso il voto, dopo la massiccia partecipazione alla manifestazione di sabato. Anche altri leader regionali del PSOE, come Emiliano García-Page, presidente della Junta de Castilla-La Mancha, Eneko Andueza, leader del partito nel Paese Basco, e Álvaro Sánchez Cotrina, esponente socialista in Extremadura, hanno sollecitato una rapida risposta elettorale.

La manifestazione di sabato ha visto la partecipazione di 70.000 persone, secondo la Delegazione del Governo, ed è stata descritta come una delle mobilitazioni più massicce della sinistra a Madrid negli ultimi anni. La protesta era diretta contro la crisi della casa, tema che ha catalizzato l’indignazione sociale dopo il fallimento dei decreti leggi al Congresso.

Sánchez aveva commentato il respingimento dei decreti con un messaggio su X (ex Twitter), affermando che “la storia les juzgará antes de lo que creen”, alimentando le speculazioni su possibili elezioni anticipate.

La giornata di oggi potrebbe essere decisiva: Sánchez inaugurerà alle 12.30 il XXIX Congresso Nazionale dell’Impresa Familiare a Madrid, e successivamente potrebbe annunciare la sua decisione. La pressione politica interna ed esterna sembra aver creato un clima che rende sempre più probabile un ritorno anticipato alle urne.

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