Il 14 ottobre 2025, a Castel d'Azzano, Verona, tre carabinieri persero la vita in un'esplosione durante un'operazione di sgombero. La deflagrazione fu provocata dai fratelli Ramponi, che avevano trasformato il casolare in cui si erano barricati in una trappola esplosiva, collegando un sistema di bombole di gas e molotov pronte a essere innescate. Le vittime furono il sottotenente Marco Piffari, il maresciallo Valerio Daprà e l'appuntato scelto Davide Bernardello, rimasti uccisi nel corso dell'intervento.
A distanza di un anno, la Procura generale di Venezia ha aperto un'inchiesta disciplinare nei confronti di tre ufficiali dell'Arma ritenuti responsabili della pianificazione e della gestione dell'operazione. Si tratta del comandante provinciale di Verona, colonnello Claudio Papagno, del comandante del reparto operativo, tenente colonnello Antonio Sframeli, e del comandante della compagnia di Villafranca, capitano Vincenzo Spataro. L'ipotesi è che l'operazione sia stata condotta con negligenza, imprudenza e imperizia, mettendo a rischio l'incolumità degli uomini impiegati.
La prima udienza del procedimento disciplinare è stata fissata per il 30 ottobre 2026. Parallelamente, presso la Corte d'Assise di Verona, è iniziato il processo per strage a carico dei fratelli Ramponi, Maria Luisa, Franco e Dino, accusati di aver provocato volontariamente l'esplosione che ha causato la morte dei tre militari.
Negli anni precedenti alla tragedia, i Ramponi erano stati protagonisti di numerosi episodi di resistenza e minacce legati a tentativi di sfratto e sequestri giudiziari. Già il 28 settembre 2021, Maria Luisa aveva tentato di darsi fuoco davanti al palazzo di giustizia di Verona. Il 7 ottobre 2024 Dino si era barricato in casa minacciando di darsi fuoco, mentre il 18 novembre dello stesso anno i tre fratelli erano saliti sul tetto del casolare minacciando di innescare un'esplosione. Il 16 gennaio 2025, infine, Maria Luisa aveva minacciato di far esplodere una bombola di gas davanti a una pattuglia di carabinieri intervenuta per una perquisizione.
Il 14 ottobre 2026, nella sede del Comando interregionale carabinieri “Vittorio Veneto" di Mestre, si è svolta una cerimonia in ricordo del sottotenente Marco Piffari, alla presenza del Comandante interregionale, generale di divisione Stefano Iasson. Nell'occasione, l'aula della caserma Caposile è stata intitolata al sottotenente Piffari, con la scopertura di una targa commemorativa. La cerimonia ha incluso un momento di raccoglimento e una benedizione da parte del cappellano militare capo, don Corrado Tombolan, alla presenza delle alte autorità dell'Arma dei carabinieri e della rappresentanza dell'associazione nazionale carabinieri.
Secondo quanto riportato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, il nome delle vittime sarebbe rimasto scolpito nella memoria della Repubblica insieme a quello di tutti coloro che hanno dato la vita per la Patria.
Fonti
- Il Gazzettino: I carabinieri morti nel blitz di Castel d'Azzano, ecco come hanno perso la vita: l'inchiesta disciplinare su tre ufficiali dell'Arma,...
- Ministero della Difesa: Anniversario tragica scomparsa di 3 Carabinieri durante operazione di sgombero a Castel d'Azzano
- VeneziaToday: Alla caserma Caposile intitolata un'aula al sottotenente Piffari