La Svizzera ha confermato la propria posizione neutrale, respingendo in modo netto una proposta che chiedeva di rafforzare ulteriormente questa politica introducendo una definizione più rigida nella Costituzione. Secondo i risultati definitivi riportati da Il Post, il 71% degli elettori ha votato contro la proposta.

Il referendum è stato promosso dall'organizzazione nazional-conservatrice Pro Schweiz e dall'Unione Democratica di Centro (UDC), il partito più grande del Paese, di orientamento euroscettico e nazionalista. La proposta prevedeva l'inserimento nella Costituzione di una definizione più stringente della neutralità, che avrebbe impedito alla Svizzera di imporre sanzioni alla Russia senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il governo e il Parlamento svizzeri si erano opposti all'iniziativa, sostenendo che un irrigidimento della neutralità avrebbe isolato la Svizzera. Il governo ha ribadito il proprio impegno a mantenere la neutralità, definendola fondamentale per la sicurezza nazionale e per il ruolo di mediatrice della Svizzera nel mondo.

Dal 2022, la Svizzera ha seguito le sanzioni dell'Unione Europea contro la Russia, suscitando dibattito interno. La proposta respinta avrebbe anche limitato la partecipazione della Svizzera a missioni di pace internazionali e rafforzato il divieto di adesione ad alleanze militari, come la NATO.

Il referendum si è tenuto insieme a un'altra votazione su regole più stringenti sull'alimentazione naturale, che ha ottenuto il sostegno del 57% degli elettori.

La neutralità svizzera ha una lunga storia, risalente alla sconfitta nella battaglia di Marignano nel 1515, formalmente riconosciuta nel 1815 e inserita nella Costituzione nel 1848. La proposta di Pro Schweiz prevedeva una definizione più restrittiva, vietando la partecipazione a sanzioni economiche, missioni di pace e l'adesione ad alleanze militari.

Secondo i sondaggi pre-referendum, due terzi degli elettori erano contrari all'iniziativa. Tra gli svizzeri di lingua italiana, la proposta ha ricevuto maggiore sostegno, con il Ticino che registra il 51,2% di opposizioni e i Grigioni il 66,6%.

Il Ministro degli Esteri Ignazio Cassis ha dichiarato che la neutralità non significa che la Svizzera guardi altrove quando si verifica una violazione delle regole internazionali.

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