Secondo quanto riportato da Politico, il Consiglio Comunale di Tirana ha formalmente richiesto allo Ufficio del Procuratore Speciale e alla Direzione Generale delle Prigioni di consentire al sindaco della capitale albanese, Erion Veliaj, di partecipare alla riunione del 29 settembre 2026 alle ore 15:00. La richiesta, presentata dal membro del Consiglio Comunale Halit Valteri, sottolinea la necessità di coinvolgere Veliaj nei processi decisionali che riguardano la città, in particolare in relazione alla proposta di legge sulla divisione amministrativa dei comuni e ad altre questioni relative all'amministrazione del Comune di Tirana.

Nella comunicazione formale, il Consiglio Comunale chiede alle autorità competenti di valutare la possibilità di consentire la presenza fisica del sindaco, qualora le condizioni delle misure restrittive lo permettano, oppure di garantire la sua partecipazione attraverso un collegamento via videoconferenza, qualora la presenza fisica non fosse possibile. La richiesta evidenzia inoltre l'importanza del contributo diretto del sindaco alle discussioni e alle decisioni che riguardano l'amministrazione della città e sottolinea la sua posizione istituzionale e il suo ruolo nella governance municipale.

Il Consiglio Comunale ha richiesto una risposta scritta da parte dell'Ufficio del Procuratore Speciale e della Direzione Generale delle Prigioni, in modo da poter organizzare adeguatamente la riunione prevista. Inoltre, il Consiglio ha espresso la propria disponibilità a collaborare con le autorità competenti per affrontare eventuali questioni di sicurezza, protocollo o logistica legate alla partecipazione del sindaco.

La richiesta riflette l'interesse delle istituzioni municipali di garantire il coinvolgimento del sindaco nei processi decisionali, soprattutto in un contesto in cui Veliaj, sindaco di Tirana dal 2015, si trova attualmente detenuto in custodia cautelare da oltre 19 mesi senza una condanna.

Secondo quanto riportato da Politico, Veliaj è stato arrestato nel febbraio 2025 con accuse di corruzione e riciclaggio di denaro. Sebbene la Corte Costituzionale albanese abbia annullato una precedente decisione della Corte Inferiore per non aver preso in considerazione alternative meno restrittive alla detenzione preventiva, la Corte Suprema ha successivamente confermato la misura cautelare il 15 settembre 2026. La decisione ha suscitato critiche da parte di osservatori che sostengono che la detenzione preventiva stia di fatto sovrascrivendo la volontà degli elettori.

Secondo Politico, la vicenda si inserisce in un contesto più ampio legato alla riforma giudiziaria in Albania. La riforma, avviata nel 2016 con il sostegno di Washington e Bruxelles, ha portato alla creazione dello Special Court Against Corruption and Organized Crime (SPAK) e a un processo di verifica dei giudici e dei pubblici ministeri. Più della metà dei funzionari sottoposti a verifica sono stati rimossi o hanno lasciato il servizio, e il numero di casi pendenti è aumentato da circa 16.000 a 200.000.

Nonostante i risultati ottenuti nella lotta alla corruzione, i critici sostengono che il sistema giudiziario albanese sia diventato più opaco e meno responsabile. Secondo Politico, l'Albania presenta una delle percentuali più elevate in Europa di detenuti in attesa di processo, un dato che ha attirato l'attenzione degli osservatori internazionali.

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