Secondo il generale Carlo Jean, la guerra tra Russia e Ucraina è destinata a durare e a intensificarsi. Jean sottolinea come il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia rigettato il regime sanzionatorio sull’energia, essenziale per il finanziamento della guerra russa. Nonostante le dichiarazioni iniziali, Trump ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con Mosca e Kyiv per sospendere gli attacchi aerei alle strutture energetiche, ma entrambe le capitali hanno smentito l’esistenza di tali accordi.
Jean evidenzia come Putin abbia continuato a bombardare l’Ucraina senza alcuna tregua, mentre Zelensky ha effettivamente sospeso gli attacchi alle raffinerie e ai terminali energetici russi per tre giorni, per poi riprenderli. Le comunicazioni di allerta per attacchi russi sono state limitate da Elon Musk su disposizione della Casa Bianca, aumentando le vittime civili ucraine.
Secondo Jean, le critiche nei confronti della politica estera e della strategia militare degli Stati Uniti sono aumentate, in particolare per la gestione della guerra e per le promesse non mantenute riguardo alla riduzione dei prezzi del gasolio. Trump ha cercato di ottenere gasolio per abbattere i costi energetici negli Stati Uniti, ma l’aumento dei prezzi è attribuito a fattori diversi dal conflitto.
In conclusione, Jean ritiene che la propaganda di Trump riguardo all’accordo con la Russia per il gasolio potrebbe risultare controproducente se i prezzi non diminuiscono, e che la guerra è destinata a continuare con un peso crescente sull’economia mondiale e sulle vittime civili.
Il testo completo dell’analisi:
«La guerra è destinata a durare: la Russia non si ritirerà per l’aumento delle perdite. Non è come gli Stati Uniti in Vietnam. Trump ha rigettato il regime sanzionatorio sull’energia, essenziale per il finanziamento della guerra russa, non per la sua inefficacia, ma per il suo impatto sui prezzi del gasolio negli Stati Uniti, il vero serbatoio elettorale dei repubblicani. Ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con Mosca e Kyiv per sospendere gli attacchi aerei alle strutture energetiche. Ha subito ricevuto una sconfessione brutalmente sdegnosa da entrambe le capitali, che hanno negato l’esistenza di qualsiasi accordo. Il tradimento è mascherato da una delle solite bugie con le gambe corte (e il naso pure) di cui si diletta Donald Trump.
Putin ha continuato a bombardare l’Ucraina, senza alcun giorno di tregua. Zelensky ha sospeso per tre giorni gli attacchi alle raffinerie e ai terminali energetici russi, per poi riprenderli. Tutto ciò mentre Elon Musk, su disposizione della Casa Bianca, limitava le comunicazioni di allerta per gli attacchi russi, aumentando le vittime civili ucraine.
Il tentativo di Trump di fare pressioni su Zelensky, inviando come suoi speciali plenipotenziari due suoi uomini di fiducia, i falchi Jared Kushner e Steve Witkoff, per indurlo a desistere dalla controffensiva, se non a trattare, è miseramente fallito. Le critiche nei confronti della sua politica sono aumentate. I servizi delle TV sulle vittime civili della guerra sono diventati drammatici. Ma Trump non si è smentito: ha detto che la guerra non è più una priorità per gli Stati Uniti, che se ne debbono disinteressare, che il conflitto è un problema solo per l’Ucraina e per l’Europa. Ha ricordato che il suo obiettivo è quello di ottenere gasolio per abbattere i costi dell’energia negli Stati Uniti. Ha dimenticato che i prezzi del gasolio sono aumentati per altri motivi che non il conflitto tra Russia e Ucraina, tra cui la riduzione delle riserve petrolifere statunitensi.
Che la propaganda di Trump, per quanto spregiudicata, possa reggere se i prezzi non diminuiscono, è dubbio. La guerra è destinata a durare e a intensificarsi. Il rifiuto di Putin di accettare la “pace del gasolio” di Trump è più che sufficiente a dimostrarlo. Le conseguenze del conflitto non cesseranno: il peso dell’energia sui Paesi industrializzati, delle vittime civili ucraine, della tenuta dell’economia mondiale, della destabilizzazione della Russia, della sconfitta finale di Putin, sono destinate ad aumentare. Non ci resta che invocare la protezione della Divina Provvidenza». [Carlo Jean]
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