Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un'operazione nel maggio 2026 nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione delle università telematiche. Tra gli indagati figura Fabio Domenico Vaccarono, presidente del gruppo UniPegaso-Multiversity, ritenuto dagli investigatori il promotore di un'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione tra privati. Secondo l'accusa, Vaccarono avrebbe tentato di influenzare la ministra dell’Università Anna Maria Bernini attraverso l'intermediazione di Luigi Bisignani, con l'obiettivo di ottenere una proroga della disciplina “eccezionale” che, durante l'emergenza pandemica, consentiva lo svolgimento degli esami universitari a distanza senza particolari controlli.
Le prime notizie sull'inchiesta risalgono al 9 giugno 2026, quando la Guardia di Finanza ha notificato ventidue avvisi di garanzia a dirigenti, funzionari e imprenditori legati al gruppo universitario telematico. Gli investigatori ipotizzano che Vaccarono, insieme al suo predecessore Danilo Iervolino, coindagato, e ad altri esponenti del gruppo, abbia messo in atto una serie di pressioni istituzionali per ottenere un intervento normativo in grado di mantenere in vigore le modalità di espletamento degli esami a distanza già introdotte dall'allora ministro Gaetano Manfredi e successivamente confermate dall'ex ministra Maria Cristina Messa.
Il decreto ministeriale del 6 dicembre 2024, firmato dalla ministra Bernini, avrebbe invece restituito centralità agli esami in presenza, limitando l'uso della modalità a distanza. Secondo gli inquirenti, Vaccarono avrebbe cercato di aggirare questi ostacoli attraverso un sistema di relazioni trasversali in ambito politico e istituzionale, individuando in Bisignani il principale intermediario per avvicinare la ministra e concordare una proroga della disciplina emergenziale.
Secondo la ricostruzione del Corriere, nell'indagine emergono anche collegamenti con un'altra inchiesta che riguarda presunte falsificazioni di esami e lauree durante la precedente gestione di Iervolino. Vaccarono avrebbe inoltre avviato una nuova gestione dell'ateneo coinvolgendo alcuni collaboratori, tra cui Andrea Buonomo, all'epoca presidente della Commissione Sanità del Comune di Napoli e ritenuto vicino al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Gli investigatori ipotizzano che Vaccarono, insieme ai vertici del gruppo, abbia messo in piedi un sistema per influenzare il dibattito pubblico e ottenere il supporto di esponenti politici e istituzionali. Tra gli indagati figurano anche Francesco Durante, amministratore delegato di UniPegaso-Multiversity, Andrea Ferrante e Gianpiero Mazza, referenti apicali del fondo Cvc Italia, e Gianluca Comin e Gianluca Giansante, rispettivamente presidente e socio operativo della società di comunicazione ‘Comin Partners’.
La Procura sostiene che Vaccarono avrebbe tentato di “avallare la gestione illecita di corsi, titoli e attestati formativi” attraverso una serie di pressioni istituzionali, con l'obiettivo di salvaguardare il modello di business del gruppo. La ministra Bernini e Luigi Bisignani non risultano indagati nell'inchiesta.
Intanto, a Bruxelles, il Parlamento europeo ha accolto la richiesta di rinuncia all’immunità avanzata dall’eurodeputato PD Matteo Ricci, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti affidamenti irregolari del Comune di Pesaro durante la sua sindacatura. La decisione è stata approvata all’unanimità dalla commissione Affari Giudiziari (JURI) e successivamente confermata in Plenaria. La rinuncia all’immunità consentirà agli inquirenti di procedere con il sequestro e l’analisi della corrispondenza di Ricci, come richiesto dal procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.
Ricci, che ha sempre respinto le accuse, ha spiegato di aver rinunciato all’immunità per garantire la massima trasparenza possibile e accelerare le indagini. “Ho rinunciato all’immunità, ma anche alla possibilità di fare l’audizione, proprio per accelerare il più possibile”, ha dichiarato al Corriere della Sera, ribadendo la sua volontà di chiarire la vicenda nel minor tempo possibile.
Fonti
- Il Fatto Quotidiano: Napoli, inchiesta su università telematiche: "Pressioni sulla ministra Bernini tramite Bisignani (non indagati)". I pm: "E un sistema per avere buona stampa"
- Il Fatto Quotidiano: Il Parlamento Ue revoca l’immunità all’eurodeputato del Pd Matteo Ricci. Lui: “L’ho chiesto io”
- Eunews: Il Parlamento UE, come chiesto da lui stesso, revoca l’immunità a Matteo Ricci (Pd)