La Valchiavenna ha presentato la sua strategia per accedere ai finanziamenti della Strategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027, con l'obiettivo di contrastare lo spopolamento e migliorare la competitività dell'area. La Regione Lombardia, insieme alla Comunità montana della Valchiavenna e ai comuni locali, ha svelato un piano da oltre 14 milioni di euro finanziato da fondi europei e regionali.

Il concetto di restanza

Durante l'incontro, svoltosi nella sede della biblioteca centrale di Chiavenna, il presidente della Comunità montana, Davide Trussoni, ha introdotto il concetto di "restanza". La restanza, ha spiegato, è la scelta consapevole e, spesso coraggiosa, di rimanere nella propria terra d’origine e scommettere su di essa. Una scelta che comporta sacrifici ma anche soddisfazioni uniche.

Secondo Trussoni, la restanza non è una forma di immobilismo ma una difesa del territorio e dei suoi valori.

La strategia della Valchiavenna

La Valchiavenna è una delle 72 aree riconosciute come interne in Italia. La strategia presentata prevede 16 progetti che spaziano dalla sanità alla scuola, dalla mobilità ai servizi per il lavoro. L'obiettivo è migliorare i servizi e le opportunità lavorative per evitare l'abbandono del territorio, come spiegato dall'assessore alla Montagna Massimo Sertori.

Sertori ha sottolineato l'importanza di ascoltare le esigenze delle comunità locali nella definizione delle politiche di sviluppo.

Il ruolo della Regione Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha ribadito la necessità di coinvolgere i territori nella definizione delle politiche di sviluppo. Fontana ha affermato che le scelte devono essere fatte con il coinvolgimento delle persone su cui le scelte andranno a ricadere, sottolineando l'importanza dell'ascolto continuo da parte della Regione.

Il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta ha evidenziato come la strategia punti a rafforzare i servizi e le opportunità lavorative, coinvolgendo tutta la popolazione.

Attuazione stringente dei progetti

Il direttore generale della programmazione e delle relazioni esterne, Pier Attilio Superti, ha lanciato un avvertimento: non ci saranno proroghe per i progetti. Superti ha sottolineato che non ci saranno consiglieri regionali o presidenti che potranno dare proroghe rispetto ai tempi di attuazione, invitando i sindaci ad essere rigorosi nel rispetto delle scadenze.

La dirigente dell’unità organizzativa enti locali, Monica Bottino, ha spiegato che la strategia è solo il primo step di un percorso che non si concluderà con la chiusura dei progetti nel 2029.

Fonti