Dal 7 ottobre 2026 il Tavolo permanente per la giustizia riparativa di Verona cambia nome e diventa Tavolo permanente per la cultura riparativa. Lo rendono noto i promotori con un comunicato, spiegando che la nuova denominazione riflette l’evoluzione del percorso avviato dal 2018. La rete, composta da 16 enti, ha accompagnato in questi anni lo sviluppo del Centro per la Giustizia Riparativa di Verona, nato all’interno della Cittadella della Giustizia intitolata a Tina Anselmi, in piazza Madonna di Campagna. Oggi il Tavolo amplia il proprio orizzonte: non più soltanto giustizia riparativa in ambito penale, ma una cultura dell’approccio riparativo applicata alla convivenza sociale in senso più ampio. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere in rete competenze diverse, istituzioni pubbliche e organizzazioni del Terzo settore, per accompagnare persone e comunità nella gestione dei conflitti, nella cura delle relazioni e nella ricostruzione dei legami. Il Tavolo continuerà a riunirsi mensilmente per coordinare attività, progetti e iniziative sul territorio.
«La nascita del Centro per la Giustizia Riparativa - spiegano Emma Benedetti (ASAV) e Irene Magri (CSV) - rappresenta un primo importante traguardo, frutto del lavoro condiviso tra istituzioni pubbliche e organizzazioni del Terzo settore. Oggi, quella stessa rete consolida la propria missione, assumendo l’impegno di promuovere e diffondere la cultura riparativa all’interno della comunità. Una cultura che pone al centro la cura delle relazioni, la gestione dei conflitti e la ricostruzione dei legami». Il Tavolo permanente per la cultura riparativa di Verona si pone quindi come laboratorio permanente di confronto e progettazione, con l’ambizione di contribuire alla costruzione di una comunità più coesa, capace di affrontare le tensioni sociali attraverso il dialogo e la responsabilità condivisa.
Loano, 1-2 ottobre 2026 - Anche la città di Cattolica è stata protagonista alla Summer School del Fisu (Forum italiano per la sicurezza urbana), evento che ha riunito amministratori, funzionari, responsabili delle politiche di sicurezza e operatori delle polizie locali per approfondire il tema della sicurezza integrata nello spazio pubblico. A rappresentare il Comune di Cattolica è stata l’assessora alla Polizia locale Claudia Gabellini, che ha preso parte ai lavori della due giorni loanese, dedicata quest’anno al ruolo degli enti locali nella gestione della sicurezza urbana e delle politiche di prossimità. Nel corso degli incontri sono stati affrontati temi centrali per le amministrazioni comunali, dalle politiche giovanili alle azioni di prevenzione e contrasto del disagio, fino ai percorsi di giustizia riparativa e alle strategie per rafforzare il coordinamento tra istituzioni e servizi territoriali. Particolare attenzione è stata riservata ai fenomeni che interessano le città, tra cui le nuove forme di disagio giovanile, i comportamenti a rischio e le situazioni che possono generare percezioni di insicurezza negli spazi pubblici.
«La sicurezza urbana - ha sottolineato l’assessora Gabellini - non può essere affrontata soltanto attraverso la gestione dell’emergenza o l’aumento dei controlli. È necessario conoscere i fenomeni, leggere le trasformazioni dello spazio pubblico e costruire politiche capaci di intervenire sulle cause del disagio. La prevenzione e l’educazione richiedono una visione d’insieme e una collaborazione costante tra Comuni, forze dell’ordine, servizi sociali, scuole e associazioni del territorio». La Summer School del Fisu rappresenta uno degli appuntamenti nazionali più importanti dedicati alla sicurezza integrata e alla governance urbana. L’edizione 2026 ha messo al centro dell’attenzione il ruolo degli enti locali come primo presidio istituzionale sul territorio e la necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli di governo. L’obiettivo è quello di approfondire modalità e strumenti per affrontare fenomeni di disordine e insicurezza urbana, promuovendo una visione integrata della sicurezza che non si limiti alla sola repressione, ma punti anche alla prevenzione, all’educazione e alla responsabilità.
Verona. Una cittadella della giustizia dedicata a Tina Anselmi ospiterà, oltre al tribunale, un centro per la giustizia riparativa e enti e associazioni che tutelano vittime di reati e autori. «Tina Anselmi sembra aver anticipato i tempi per questo la scelta del Comune di dedicare la cittadella», ha spiegato l’assessora alla Sicurezza e alla Legalità del Comune di Verona, Stefania Ziveloghi.