Si è acceso lo scontro politico a Cagliari tra il sindaco Massimo Zedda e il suo predecessore Paolo Truzzu. Al centro delle polemiche le dichiarazioni rilasciate da Zedda alla Leopolda, dove ha rivendicato il proprio operato e criticato pesantemente la situazione trovata al suo ritorno alla guida della città.

Parlando alla Leopolda, Zedda ha sostenuto di aver lasciato Cagliari nel 2019 “che era un gioiellino” e di averla ritrovata, dopo l’amministrazione targata Fratelli d’Italia, “alquanto scassata”. Il sindaco ha poi aggiunto di aver dovuto affrontare una situazione “oggettivamente difficile”, sottolineando che “non è vero che siamo tutti uguali” e che la sua squadra avrebbe lavorato per risanare i conti e riportare ordine in città. “Adesso abbiamo un Comune sano, con indebitamento zero”, ha concluso.

Le parole del sindaco hanno provocato la dura reazione di Truzzu, che ha replicato con un lungo post sui social. “Non so a quali gioielli Zedda sia abituato, orologi Audemars Piguet a parte”, ha attaccato l’ex primo cittadino, riferendosi all’orologio ricevuto da Zedda nel 2012 dal sultano dell’Oman e che, secondo quanto riportato, il sindaco avrebbe deciso di donare al Comune dopo averlo tenuto per oltre undici anni.

Truzzu ha quindi ribaltato l’accusa, sostenendo che Zedda avrebbe lasciato una città “sepolta dalla spazzatura”, con il centro storico “invivibile”, un sistema di raccolta dei rifiuti “costosissimo e inadeguato”, piazze e parchi “in condizioni pietose” e una città “invasa da piste ciclabili senza senso”. Ha inoltre criticato l’assenza di grandi progetti urbani e la gestione amministrativa degli anni precedenti.

L’ex sindaco ha anche contestato la narrazione di una città “scassata” dopo il suo mandato, definendo le affermazioni di Zedda “propaganda”. “Dopo il fallimento evidente della sua amministrazione Zedda è alla disperata ricerca di nuove candidature”, ha aggiunto, sostenendo che il sindaco starebbe “raccontando una nuova favola” per giustificare la sua candidatura alle Europee.

Nel botta e risposta non sono mancati riferimenti a episodi simbolici. Truzzu ha ricordato il caso dell’orologio ricevuto da Zedda nel 2012, affermando che il sindaco avrebbe deciso di donarlo al Comune solo dopo 11 anni, chiedendosi perché non lo avesse fatto prima. Ha inoltre citato il progetto di viale Sant’Avendrace e altri interventi infrastrutturali come esempi della propria amministrazione.

Lo scontro si è rapidamente allargato anche sui social e tra gli esponenti politici locali. Deidda ha commentato che “Zedda racconta fiabe”, sostenendo che il sindaco avrebbe lasciato una città “ostaggio dei suoi appalti blindati”, con cantieri fermi, problemi nella raccolta dei rifiuti e situazioni di degrado urbano. L’ex sindaco ha concluso affermando che i cittadini hanno diritto a una città “pulita, decorosa, sicura, curata e funzionante”.

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